G.P. Qatar; Marquez e Rossi come lo scorso anno, aspettando Lorenzo

G.P. Qatar; Marquez e Rossi come lo scorso anno, aspettando Lorenzo

E’ calato il sipario sulla prima gara del mondiale velocità, le luci dell’imponente circuito si sono spente e con esse l’emozione dell’ultima tiratissima bandiera a scacchi della prima

domenica di motomondiale del 2014.

Quello della classe regina è stato un gp certamente ricco di sorpassi ed episodi che hanno reso l’evento altamente spettacolare, ma se facciamo un raffronto con quanto accaduto giusto un anno fa ci accorgiamo che le cose non sono andate poi così diversamente.

Dopo aver sentito ogni tipo di commento sulla categoria Open, ci ritroviamo con il podio popolato dai soliti volti.

E senza la caduta di Lorenzo al primo giro di questo gp, con ogni probabilità ci saremmo ritrovati a celebrare un podio con gli stessi piloti dello scorso anno.

Anche il tempo di gara è stato praticamente identico a quello del 2013.

Ieri Marquez ha vinto in 42′ e 40″ mentre Lorenzo fece suo il gp del 2013 in 42′ e 39″.

Come lo scorso anno il clou della competizione è stata la bagarre tra Rossi e Marquez, quest’anno vinta dallo spagnolo mentre nel 2013 il duello se lo aggiudicò Rossi.

Rossi secondo dunque come nel 2013.

Rossi e Marquez son stati più veloci di circa 5 secondi rispetto al 2013 così come Dovizioso che con la Ducati ha praticamente dimezzato il distacco dello scorso anno.

Viene quasi da pensare che Lorenzo, senza la caduta, appellandosi in qualche modo al concetto di proprietà transitiva dell’uguaglianza, avrebbe potuto vincere con distacco anche la gara di ieri, ma un suo errore ha vanificato la sua splendida partenza dalla secondo fila dove occupava la quinta piazza dello schieramento.

Ora si ritrova già a dover inseguire Marquez come dovette fare per quasi tutto il 2013 dopo gli errori che gli costarono due cadute ed altrettanti interventi chirurgici alla spalla.

Da molti ritenuto il più forte in pista nonostante una Yamaha meno performante della Honda, Lorenzo si dimostra più incline all’errore di Marquez che da ieri è poco più che un debuttante della categoria.

La Yamaha è stata la moto più vittoriosa del 2013 e quella vista in azione in questo inizio di stagione pare tutt’altro che inferiore alla Honda.

Si tenga presente anche che l’unica open che ha saputo impensierire le factory nel debutto di Losail è stata quella guidata da Aleix Espargaro che di fatto è una M1 colorata di nero ed arancio fluo.

Espargaro è in gran forma, lo è da un pezzo ed ora che guida un mezzo competitivo riesce persino a sognare in grande, per lo meno durante le prove libere del gp dove ha piazzato spesso e volentieri la sua moto davanti a tutti.

Anche in fatto di cadute e ritiri questo gp di Losail è andato grosso modo come quello del 2013. Ha infatti confermato che a Bradl e Smith la pista piace, ma che in classifica iridata

sono a 0 punti come nel 2013. Sei piloti ritirati nel primo appuntamento del 2013, altrettanti ieri in questo neonato mondiale del 2014.

Forse è ancora presto per parlare di un problema gomme, però in questo week end abbiamo visto cadere i piloti della massima categoria sempre per perdita di aderenza della ruota anteriore. Ieri in gara ne hanno fatto le spese Lorenzo, Iannone, Bradl, Smith e Bautista. Tutti giù di anteriore. Tante cadute simili e tutte con la stessa dinamica.

Il fornitore unico Bridgestone avrà sicuramente parecchio materiale da analizzare e diverse risposte da fornire.

Insomma, ce n’è abbastanza per considerare questo primo appuntamento poco più di un gran gala propiziatorio.

I nomi dei reali pretendenti alla corona iridata si scopriranno già dai prossimi appuntamenti.

Ai sensazionalisti che gridano al ritorno del “dottore” l’invito è alla prudenza perché le dichiarazioni del post losail 2014 sono le stesse del dopo losail 2013.

Lo scorso anno Rossi partiva settimo e finiva secondo dopo una gran gara corsa in rimonta. Ieri è partito decimo ed è stato per tutto il gp con i primi tirando staccate sontuose con il campione del mondo in carica. Basterebbe questo per far gridare alla rinascita agonistica del pesarese.

Di fatto, nel 2013, le insidie vere sono poi arrivate già al secondo appuntamento iridato nel gp d’America.

Oggi la concretezza delle prestazioni di Rossi può contare su di un anno in più di Yamaha sulle spalle e questo certamente aiuta, ma Rossi stesso, qualche mese fa, dichiarò che le prime 6 gare dell’anno gli sarebbero servite per capire meglio il suo livello di competitività.

La prossima tappa sarà dunque fondamentale per fargli comprendere meglio dove può ancora arrivare con il suo talento. Ad Austin nel 2013 Rossi arrivò sesto a 16 secondi da Marquez e a 13 da Lorenzo che con la M1 fece terzo dietro alle due Honda HRC.

Sarà solo il secondo appuntamento iridato, ma per Rossi sembra sia già l’ora dei primi esami.

Nelle classi minori registriamo la prima vittoria iridata in moto 3 del folletto australiano Jack Miller, tanto funambolico nelle evoluzioni post vittoria, quanto concreto e follemente lucido nell’affrontare il primo appuntamento in sella ad una KTM chiamata a difendere l’iride contro il plotone di Honda marchiate HRC.

I giapponesi hanno fatto le cose in grande, hanno lavorato bene durante l’inverno e si son fatti trovare pronti al primo appuntamento nell’anno che per loro dovrebbe essere quello della riscossa.

Tito Rabbat è la faccia pulita della Moto2. Guardarlo felice e sereno sul gradino più alto del podio ti lascia la sensazione di avere a che fare con un ragazzo bello dentro, felice e certamente innamorato dello sport che sta praticando. Non una rarità per chi si cimenta

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nel motociclismo, ma neppure una certezza.

La prima di losail è stata anche la prima assoluta per il team di SKY che quest’anno detiene i diritti televisivi del motomondiale. Il nostro giudizio al momento è sospeso a metà. Sono in pieno rodaggio e si sente. Non ce ne vorranno Filicic e Capirossi, ma i motori di Meda e Rangheri avevano tutt’altro regime di rotazione ed in una gara come quella di ieri avrebbero certamente sbiellato a forza di andare sul l’imitatore. Si può far meglio, migliorare è sempre possibile. Per loro di SKY è quasi un obbligo

Gabriele Paterlini

 

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