MotoGP ma quanto sei Open ?

MotoGP ma quanto sei Open ?

Nel post gara di Losail commentammo così le performance delle moto in configurazione open:

“Dopo aver sentito ogni tipo di commento sulla categoria Open, ci ritroviamo con il podio popolato dai soliti volti.”

Oggi i Gp in archivio sono 5 e siamo ormai prossimi alla partenza del sesto, quello del Mugello. Dopo 5 Gp disputati possiamo affermare con certezza che di fatto non è cambiato nulla da quanto affermammo dopo il Gp di Losail.

Ci sono sempre le factory davanti a tutti e ci sono sempre i migliori piloti del mondo sul podio iridato.

Le moto Open vanno forte e si sono piazzate a ridosso delle factory facendo finire nel dimenticatoio le moto della categoria CRT.

Tuttavia ci pare doveroso riportare il parere autorevole di un pilota sempre onesto e molto chiaro quando rilascia commenti e dichiarazioni.

 

Parliamo di Andrea Dovizioso che guida una Ducati Factory è finita al centro delle attenzioni proprio per via del regolamento della categoria Open.

 

In un’intervista esclusiva rilasciata al settimanale Moto Sprint, il Dovi ha dato il suo punto di vista molto chiaro e, secondo noi, inappuntabile circa le polemiche che son derivate successivamente alla revisione del regolamento giusto a ridosso della prima gara del mondiale. Qui di seguito i punti salienti dell’intervista ad Andrea Dovisioso:

 

- La questione open è un altro argomento delicato. La Ducati è una Factory che beneficia delle agevolazioni della open. Questo fa discutere.

“Ci stanno criticando tanto – spiega Dovizioso – ma sono critiche fuori luogo.”

 

- Beh, insomma. L’anomalia esiste.

“Esiste un regolamento che ognuno ha interpretato a modo suo. Noi abbiamo capito che si poteva correre in configurazione Open, ma avrebbero potuto farlo anche altri…. Invece non l’hanno fatto, anche se avrebbero potuto; quindi che colpa abbiamo noi?”

 

- Le regole erano poco chiare.

“Ribadisco che il regolamento Open è stato deciso l’anno scorso ed era chiaro: ogni team avrebbe potuto decidere. La verità è che all’inizio della stagione ci siamo trovati in una situazione inattesa: chi non ha scelto la Open si è reso conto che questa configurazione offre dei vantaggi. A quel punto sono iniziate le proteste: hanno detto che la Open è troppo avvantaggiata, eccetera. Non è giusto: avevano avuto tutti il tempo per pensarci e scegliere, quindi non è stato giusto chiedere un cambio regolamentare dopo che sono state fatte le scelte. Siamo noi a doverci lamentare!”

 

-

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Come?!

“Qualcuno ha cercato di cambiare il regolamento alla vigilia del campionato; non era giusto farlo. Poi, che l’accordo trovato a noi vada bene, è una cosa; ma non vedo perchè avremmo dovuto accettare di peggiorare la nostra situazione dopo che ci avevano dato la libertà di fare questa scelta”

 

- Beh, avreste avuto troppi vantaggi

“Noi non volevamo nulla di più di quello che ci dava la Open secondo il suo regolamento originario: si fa finta di non capire che la nostra scelta avrebbero potuta farla anche altri. L’ha permessa il regolamento.”

 

A nostro avviso c’ è poco da aggiungere alle parole del Dovi se non qualche piccola nota ulteriore.

A questa dichiarazione nessuno ha dato peso e risalto mentre secondo noi è abbastanza chiara e legittima.

Dovi non fa riferimento specifico a chi abbia mosso certe “accuse”, ma se guardiamo cosa è successo successivamente la prima gara di Losail si fa presto a capire chi sia il mandante della polemica.

La Open di casa Honda è partita con un handicap puramente tecnico e figlio di una scelta dovuta ad una interpretazione tutta loro del regolamento.

Han capito da subito che per rendere competitiva la propria open ci sarebbe voluto tempo e danaro. Non per niente il box del team Aspar è ormai costantemente presidiato da tecnici di casa HRC.

Non ultimo la Honda ha ottenuto di essere lei, e non la Ducati, la casa che dovrà scrivere il software unico che verrà adottato da tutti a partire dal 2016.

Ce n’è abbastanza per pensare che i giapponesi abbiano fatto la voce grossa senza risparmiarsi dal condire il tutto con un pizzico di arroganza.

 

Insomma, dopo qualche anno di tregua, o presunta tale, sembra si sia riaccesa la disputa eterna tra Davide e Golia.

Di Gabriele Paterlini

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