Scrambler Ducati l’attesa è finita

Scrambler Ducati l'attesa è finita

Finalmente l’attesa è finita. Lo Scrambler Ducati esce definitivamente dal misterioso “container giallo” che

lo ha gelosamente custodito e caratterizzato negli ultimi mesi e, dopo l’anteprima ai dipendenti Ducati e ai

Ducatisti presenti al World Ducati Week 2014, è ufficialmente pronto per tutti gli appassionati. Non si tratta

solamente di una nuova moto, ma di un mondo che si esprime attraverso una serie di proposte e versioni,

che sono il punto di partenza per soddisfare le esigenze ed i gusti di diverse tipologie di motociclisti.

Lo Scrambler Ducati è una moto contemporanea capace di esprimere la pura essenza del

motociclismo. Materiali veri e cheap viagra online raffinati, come l’alluminio del forcellone e delle cartelle motore e l’acciaio

del serbatoio a goccia e del telaio, si uniscono a componenti di nuova generazione, tra i quali le luci

anteriore e posteriore a LED e la strumentazione LCD.

Il largo manubrio e la lunga sella garantiscono una posizione di guida comoda e rilassata e uniti al peso

contenuto, al baricentro basso ed agli pneumatici leggermente tassellati, assicurano puro divertimento in

ogni situazione.

Il design “post-heritage” interpreta, in chiave contemporanea, i valori dell’iconica moto della Casa

bolognese degli anni ’70. Lo Scrambler non è una moto vintage, ma il risultato ideale di come sarebbe

oggi la celebre moto di Borgo Panigale se Ducati non avesse mai smesso di produrla.

Lo Scrambler Icon, disponibile in giallo e rosso, è affiancata da tre versioni, Urban Enduro, Full Throttle

e Classic, che interpretano lo spirito Scrambler in direzioni stilistiche e funzionali differenti. Urban Enduro,

caratterizzata dalla colorazione “Wild Green”, per chi ama lo stile enduro ed è pronto a cambiare strada in

ogni momento, Full Throttle, per chi è affascinato dal mondo delle corse “flat track” e non può fare a meno

di cercare il limite in ogni cosa, e Classic per chi ama i dettagli e lo stile anni ’70, ma non vuole rinunciare al

piacere di guida ed al comfort di una moto contemporanea.

Inoltre, grazie anche alla vasta gamma di accessori moto e abbigliamento, che sarà presentata a

novembre, le possibilità che Scrambler può offrire sono praticamente infinite, sia in termini di

personalizzazione che per quanto riguarda l’esclusività di un vero e proprio “life style”.

Scrambler, dall’inglese “to scramble” ovvero mescolare, mischiare, lascia spazio all’immaginazione, alla

condivisione con gli viagranoprescription-buy altri e alla libera interpretazione. Scrambler Ducati è l’espressione a due ruote di chi

la guida ed è un vero e proprio movimento culturale. È uno spirito libero, positivo e anticonformista

aperto all’incontro con altre culture e stili. Scrambler Ducati non è solo una moto, ma un mondo a se stante.

Panoramica modelli e dotazioni Scrambler

Scrambler Icon

Colorazioni

1. “’62 Yellow” con telaio nero e sella nera

2. “Rosso Ducati” con telaio nero e sella nera

Dotazioni

o Serbatoio in acciaio a goccia con guance intercambiabili in alluminio

o Sella bassa (790 mm) per una perfetta manovrabilità da fermo

o Peso contenuto (170 kg a secco) e baricentro basso

o Manubrio largo per una posizione di guida rilassata

o Faro anteriore con parabola in vetro e luce guida a LED

o Faro posteriore con tecnologia LED a diffusione

o Strumentazione LCD

o Motore bicilindrico a L raffreddato ad aria da 803 cm³

o Carter copri cinghie in alluminio lavorato a macchina

o Telaio a traliccio a doppia trave in acciaio

o Forcellone pressofuso in alluminio

o Ruote in lega a dieci razze da 18’’ all’anteriore e da 17’’ al posteriore

o Pneumatici Pirelli di derivazione enduristica ottimizzati per lo Scrambler

o ABS a due canali di serie

o Capiente vano sottosella con presa USB

Scrambler Urban Enduro

Colorazioni

1. “Wild Green” con telaio nero e sella marrone

Dotazioni

o Cerchi a raggi in alluminio

o Paracoppa motore

o Parafango anteriore alto in fibre plastiche

o Griglia protezione faro anteriore

o Traversino manubrio

o Parasteli in fibre plastiche

o Sella dedicata con design a doghe e realizzata con tessuti tecnici

o Logo dedicato

Scrambler Full Throttle

Colorazioni

1. “Deep Black” con telaio nero e sella nera

Dotazioni

o Slip-on Termignoni omologato basso

o Manubrio basso a sezione variabile

o Sella dedicata di ispirazione flat-track con inserti gialli

o Supporto indicatori di direzione

o Parafango anteriore sportivo

o Guance serbatoio nere

o Logo dedicato

Scrambler Classic

Colorazioni

1. “Orange Sunshine” con telaio nero e sella marrone

Dotazioni

o Cerchi a raggi in alluminio

o Parafango anteriore e posteriore in lamiera

o Sella dedicata con design a rombi

o Serbatoio con banda nera centrale, come sullo Scrambler anni ‘70

o Logo dedicato

È nato un mondo nuovo

Scrambler Ducati rappresenta una novità sia nella forma sia nella sostanza per la Casa di Borgo Panigale.

Anticonformista, accessibile ed essenziale lo Scrambler Ducati identifica il mix perfetto tra tradizione e

modernità ed è un passo verso la pura essenza del motociclismo: due ruote, un manubrio largo, un motore

semplice e tanto tanto divertimento. Il mondo Scrambler è un pianeta nuovo all’interno dell’universo Ducati,

fatto di creatività e libera espressione, capace di far parlare di se già tempo prima del suo arrivo ufficiale,

animando una campagna di lancio appassionante e originale al tempo stesso.

Ducati ha voluto condividere l’arrivo dello Scrambler prima di tutto con i propri dipendenti, cuore pulsante

dell’Azienda, offrendo loro un’esclusiva anteprima lo scorso 9 giugno quando ha allestito nel piazzale

all’ingresso della fabbrica una spiaggia con musica, longboard, street food e un grande container giallo. Un

evento a sorpresa che Ducati ha voluto riservare alla community interna, composta dagli operai, impiegati e

manager dello stabilimento di Borgo Panigale, coinvolgendoli nel nuovo progetto e offrendo una prima,

privatissima, visione del prototipo della nuova moto.

Dal 18 al 20 luglio, gli appassionati accorsi al World Ducati Week 2014 hanno poi avuto la stessa

possibilità di vedere in anteprima lo Scrambler. Nel paddock del Misano World Circuit “Marco Simoncelli”, è

atterrata la “Land of Joy”, un’isola che racchiudeva tutti i valori che ruotano attorno allo Scrambler con

all’interno l’ormai celebre “container giallo”.

Inoltre le linee ed i primi contenuti dello Scrambler sono stati anticipati su internet in una serie di tre video

prodotti con la tecnica cinematografica dello stop motion, dove i personaggi sono stati realizzati a

mano in plastilina da tre bravissimi diciannovenni bolognesi. La serie ha raccontato una fantasiosa storia di

come la moto sia arrivata ai giorni nostri ed i protagonisti, oltre allo Scrambler, sono stati Franco ed Elvira,

ex dipendenti Ducati già protagonisti della campagna pubblicitaria dello Scrambler degli anni ’70: lui era un

collaudatore Ducati dell’epoca, lei una ragazza dell’amministrazione, anche beaverton pharmacy se non aveva proprio niente da

invidiare a una modella professionista.

Scrambler Ducati ha coinvolto anche tutto il popolo della rete, con il concorso “Scrambler You Are”, aperto

a tutti i videomaker con la voglia di esprimere il proprio stile ed il proprio modo di essere, raccontando con

un filmato, il mondo, le emozioni e le diverse esperienze che ne fanno parte. Il concorso si concluderà il 20

ottobre, quando una giuria di esperti decreterà i vincitori che si divideranno il montepremi di 8.000 euro.

“Scrambler You Are” è un’ulteriore conferma di quanto lo Scrambler sia una moto dallo spirito libero e

creativo, che appartiene a tutti. Perché l’anima Scrambler è in ogni motociclista.

Design “post-heritage”

Quando il Centro Stile Ducati ha iniziato a lavorare sullo Scrambler l’obiettivo è stato chiaro da subito: far

rivivere un mito, realizzando però una moto moderna. Una moto contemporanea ispirata al celebre

modello degli anni ’70 ma con tutte le caratteristiche tecniche di una moto dei giorni nostri. Ecco perché ad

esempio sono stati scelti una forcella a steli rovesciati, i cerchi in lega, il monoammortizzatore

posteriore e la pinza anteriore con attacco radiale.

Tutto, sullo Scrambler Ducati, è stato disegnato per essere “da Ducati”, pur seguendo gli stilemi della

moto alla quale si ispira. A cominciare dal serbatoio, scultoreo e ricercato nelle forme, ma ispirato

all’originale design a goccia del modello degli anni ’70. Le guance applicate ai lati del serbatoio

caratterizzano lo Scrambler, sono realizzate in alluminio spazzolato ed intercambiabili per essere

personalizzate, e hanno applicati i loghi della moto, differenti a seconda della versione.

Sella e serbatoio sono stati oggetto di profondi studi per dare allo Scrambler Ducati il giusto equilibrio delle

proporzioni. Lo Scrambler è una moto compatta, che infonde fiducia sin dal primo sguardo. Le sue

dimensioni sono state studiate per renderlo accessibile ad ogni tipo di motociclista mentre la lunga sella è

stata disegnata per offrire il massimo comfort e ospitare comodamente anche il passeggero, perché

Scrambler Ducati è condivisione.

Ogni particolare dello Scrambler è curato con particolare attenzione, come il forcellone dal design

assolutamente moderno, oppure il giro degli scarichi, una scelta in linea con quello delle ultime naked

Ducati. Il silenziatore corto e l’unghia del parafango posteriore sono stati scelti per dare compattezza alla

moto, così come le maniglie del passeggero, nascoste dalle aperture nella parte posteriore della sella.

La forma del proiettore, circolare, rivisita in chiava moderna un importante stilema dello Scrambler. La

tecnologia del guidaluce, utilizzata per la luce di posizione, ne sottolinea la tecnicità. Il design del tappo del

serbatoio, sul quale è riportata la scritta “born in 1962” è ispirato al sistema di chiusura del modello degli

anni ’70, così come la chiave che, una volta inserita nel blocchetto di accensione che è posizionato sul

supporto del proiettore, richiama il design del commutatore luci originale. Lo stesso richiamo che si trova

nelle modanature sotto la sella.

Un gruppo ottico innovativo

Il gruppo ottico anteriore, assieme al serbatoio, è uno degli elementi più caratteristici dello Scrambler Ducati.

Tondo, dal design classico ma allo stesso tempo contemporaneo, ovvero post-heritage, ha il trasparente in

vetro, con un guidaluce lungo la circonferenza esterna alimentato da una sorgente LED che funge da

luce di posizione. Una volta acceso ricorda l’effetto che faceva il nastro applicato sui fari delle moto offroad

degli anni ’70 per preservare il gruppo ottico. La funzione abbagliante ed anabbagliante è affidata ad

un’unica lampada nascosta da uno schermo su cui è riportato il marchio Ducati. Inoltre, la luce fredda

(bianca) del guidaluce di posizione e quella calda (gialla) dell’anabbagliante viagra time frame offrono un contrasto che da

ancora più carattere allo Scrambler Ducati.

Al posteriore, il gruppo ottico, è di tipo full LED con effetto diffusione e sfrutta una tecnologia unica per il

mondo delle due ruote. L’effetto è reso da una lente opaca diffondente che lavora in abbinamento a una

scheda elettrica con 12 LED e 18 LED nella funzione stop.

Gli indicatori di direzione a lampadina si integrano alla perfezione con lo stile dello Scrambler e sono

posizionati ai lati del gruppo ottico anteriore e sul parafango posteriore. Anche sullo Scrambler Ducati è

prevista la funzione 4 frecce accese (hazard), attivabile tenendo premuto per tre secondi il pulsante freccia

sinistra.

La strumentazione

La strumentazione dello Scrambler è costituita da un elemento singolo dal design circolare, posizionato

sopra il faro e spostato sul lato destro. È completamente digitale e ha la scala dell’indicatore dei giri

motore ispirata al tachimetro della moto degli anni ’70, ovvero posizionata nella parte bassa del corpo

strumento. Con l’aumentare dei giri motore i DIGIT si accendono in senso orario: da destra verso sinistra.

La strumentazione dello Scrambler Ducati è inoltre dotata di due conta chilometri parziali e uno totale,

totalizzatore parziale della riserva della benzina (trip fuel), temperatura aria, service, per gli interventi di

manutenzione, orologio, spia della riserva del carburante e dell’ABS. Ci sono poi la spia della pressione

dell’olio motore, spia abbaglianti, spia neutral, spia indicatori di direzione, immobilizer e spia over-rev,

ovvero del fuori giri.

Comandi

Lo stile “post-heritage” dello Scrambler Ducati è riproposto anche sui comandi. Sul largo manubrio è

posizionato un comando gas di tipo classico, a un cavo, con comando del freno anteriore con pompa

assiale e leva regolabile su 4 diverse posizioni. Il comando frizione a cavo, si integra alla perfezione col

design minimalista dello Scrambler. Il blocchetto comandi è caratterizzato dall’ormai classica ed

esclusiva “sicura” che protegge l’interruttore di avviamento quando si preme il pulsante di spegnimento del

motore. È lo stesso utilizzato su tutte le moto Ducati ed il suo design hi-tech è una conferma dello stile

“post-heritage” dello Scrambler .

Le piastre portapedane, in pressofusione di alluminio verniciate in nero, supportano i comandi del cambio e

del freno posteriore dal tipico design offroad.

Il motore

Il propulsore dello Scrambler Ducati è un bicilindrico ad L due valvole raffreddato ad aria e olio da 803 cm³.

Derivato da quello del Monster 796 ha un alesaggio di 88 mm ed una corsa di 66 mm ed è stato rivisitato

per privilegiare accelerazioni fluide ad ogni regime. Il motore Desmodue dello Scrambler ha carter leggeri e

coperchi frizione e alternatore in alluminio con lavorazioni a macchina. Anche i due carter copri cinghie sono

in alluminio e anche loro sono rifiniti con lavorazione a macchina utensile che impreziosiscono l’estetica.

Il motore Desmodue dello Scrambler per integrarsi con il compatto serbatoio in acciaio dalla caratteristica

forma a goccia, è stato dotato di un corpo farfallato singolo da 50 mm Ø con due iniettori sotto farfalla,

soluzione che garantisce una erogazione fluida ed un controllo accurato del titolo della miscela aspirata in

ogni cilindro.

Pistoni e albero motore sono gli stessi del propulsore del Monster 796 e dell’Hypermotard 796, mentre gli

alberi a camme sono stati studiati appositamente per garantire una erogazione lineare grazie

all’adozione dell’incrocio 11°. Lo scarico 2 in 1 con silenziatore in alluminio è stato studiato appositamente

per lo Scrambler. È dotato di paracalore in alluminio per garantire una migliore protezione termica di chi è in

sella ed è a norma EURO 3.

Il cambio è a sei rapporti, mentre la frizione è APTC multidisco

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in bagno d’olio con comando a cavo che

enfatizza il carattere minimalista ed essenziale dello Scrambler, pur garantendo una leva frizione dal carico

molto leggero e offrendo il vantaggio supplementare di un’ottima modulabilità: un grande aiuto per gestire i

continui arresti e partenze nel traffico cittadino. Inoltre è dotata di sistema antisaltellamento in coppia che

limita il saltellamento della ruota posteriore nelle scalate.

Il bicilindrico Desmodue dello Scrambler è stato progettato per privilegiare la regolarità di marcia e la

fluidità dell’accelerazione ad ogni regime ha una potenza di 75 CV a 8.250 giri/minuto ed una coppia di

68 Nm a 5.750 giri/minuto. Nato per essere semplice ed accessibile, proprio come lo Scrambler, è

competitivo anche negli intervalli di manutenzione richiesti ogni 12.000 chilometri.

Il fascino del Desmo

Lo Scrambler è iconico come il celebre Desmo Ducati, il sistema di richiamo delle valvole motore che ha

reso famosa la Casa di Borgo Panigale in tutto il mondo. Grazie a questo particolare sistema la valvola di

aspirazione e la valvola di scarico vengono chiuse meccanicamente con una tecnica e una precisione

analoghe a quelle della fase di apertura. Il termine desmodromico deriva dai termini greci “desmos=legame”

e “dromos=corsa, percorso”; in meccanica viene usato per citare meccanismi che dispongono sia di un

comando per attivarli in un senso sia di un apposito comando per attivarli nell’altro (detto chiusura o ritorno).

Il concetto di “desmodromico” non è una scoperta recente, in meccanica è noto da tempo e, in campo

motociclistico e automobilistico, compare già all’inizio del ventesimo secolo, prendendo le forme più

disparate. Nel 1956 l’ingegner Fabio Taglioni apre in Ducati la via desmodromica: la 125 da Gran Premio

monta per la prima volta una distribuzione desmodromica a tre alberi a camme in testa mossi da albero

verticale e coppia conica. Da qui in avanti la storia desmodromica diventa un’esclusiva Ducati, che nel 1968

inizia a produrre in serie questo sistema di distribuzione con la Mark 3 Desmo 350. Questa storica moto ha

in pratica la stessa distribuzione delle attuali bicilindriche a due valvole, come lo Scrambler, a testimonianza

della sua estrema bontà. Questo sistema, utilizzato su tutti i modelli Ducati, dimostra la sua validità anche

sulle Superbike e le Desmosedici MotoGP di Ducati Corse.

Il telaio

Lo Scrambler Ducati è dotato di un telaio a traliccio tubolare d’acciaio a doppia trave superiore.

Essenziale, elegante, il telaio dello Scrambler abbraccia il motore e si prolunga fin sotto la sella con doti di

rigidezza da vera Ducati. Il cannotto di sterzo è inclinato di 24° e assieme all’avancorsa di 112 mm

garantisce grande agilità in mezzo al traffico quanto tra un tornante e l’altro in montagna. Grazie al

manubrio largo muoversi tra gli ostacoli urbani diventa un gioco da ragazzi con lo Scrambler, mentre

l’interasse di 1.445 mm massimizza la stabilità alle alte velocità.

Il serbatoio del carburante, realizzato in acciaio nell’inconfondibile forma a goccia, ha una capacità di 13,5

litri. Il telaio e le quote ciclistiche dello Scrambler permettono di avere una guida rilassata, facile ma allo

stesso tempo divertente. Lo Scrambler Ducati è una moto intuitiva ed agile che da grandi soddisfazioni

nella guida sia in città quanto fuoriporta.

Le sospensioni

Le sospensioni del Ducati Scrambler sono Kayaba e sfruttano una forcella a steli rovesciati da 41 mm ed un

mono ammortizzatore regolabile nel precarico molla. Entrambi consentono una corsa ruota di 150 mm per

copiare al meglio ogni tipo di terreno, dagli ostacoli cittadini, a quello che si possono incontrare nei

percorsi di soft offroad. Questo mix di confort e prestazioni conferma l’attitudine multiuso dello Scrambler

Ducati, per permettere sempre a chi è in sella di esprimere se stesso, su ogni tipo di terreno.

Ruote e pneumatici

Lo Scrambler Ducati è equipaggiato di serie con inedite ruote in alluminio a dieci razze, di chiara

ispirazione flat track. Il design riprende quello delle ruote a raggi, con razze sottili che si inseriscono nel

mozzo centrale incrociandosi l’una con l’altra. Il cerchio anteriore da 3,00’’ x 18’’ e quello posteriore da 5,50’’

x 17’’ sono stati disegnati per essere leggeri e montano i nuovi pneumatici Pirelli MT60 RS da 110/80 ZR18

all’anteriore e da 180/55 ZR17 al posteriore di derivazione enduristica, appositamente realizzati per lo

Scrambler con un disegno dedicato di tasselli. Il risultato è una eccellente comportamento su ogni tipo di

terreno.

Impianto frenante Brembo con sistema ABS a 2 canali

Lo Scrambler Ducati è equipaggiato con un impianto frenante Brembo dotato di sistema ABS Bosch 9.1 MP

con sensore di pressione inteno. Per garantire la massima prestazione in fatto di frenate, senza per

questo rinunciare ad una stile minimalista, all’anteriore è stato montato un disco singolo da 330 mm Ø, con

uno spessore di ben 5 mm, accoppiato ad una pinza a quattro pistoncini monoblocco Brembo M 4.32B con

attacco radiale. La scelta di un poderoso impianto frenante anteriore monodisco è stata fatta per lasciar

libera la vista della ruota sul lato destro. Al posteriore invece c’è un disco da 245 mm Ø su cui lavora una

pinza ad un pistoncino di 32 mm Ø.

Self expression

Scrambler Ducati è self expression ed Urban Enduro, Full Throttle e Classic sono suggerimenti per

esprimere ancora meglio se stessi. Rappresentano una base di partenza, un esempio di ciò che è lo

Scrambler Ducati.

Scrambler Urban Enduro

Parafango alto, griglia protezione faro anteriore, traversino manubrio, ruote a raggi. La “Urban Enduro”

nasce per cambiare terreno in ogni momento. È perfetta per districarsi tra gli ostacoli urbani, ma anche

per raggiungere nuovi luoghi percorrendo le strade meno battute. I richiami al mondo del fuoristrada sono

ben chiari, reinterpretati nello stile “post-heritage” dello Scrambler. Il colore “Wild Green” ben si mimetizza

durante le “battaglie” quotidiane tra il traffico e si sposa alla perfezione con la sella marrone dal design a

doghe, realizzata con tessuti tecnici per offrire il massimo in termini di ergonomia per pilota e passeggero. I

parasteli della forcella, il paracoppa motore e la griglia del faro anteriore proteggono il motore e le parti

nevralgiche della moto nei percorsi offroad, mentre il traversino irrigidisce e rende più solido il largo

manubrio dello Scrambler. Le ruote a raggi, di 3,00’’ x 18’’ all’anteriore e 5,50’’ x 17’’ al posteriore, sono il

tocco finale per liberare con stile l’anima offroad. Lo Scrambler Urban Enduro è riconoscibile anche per il

logo dedicato del serbatoio, sul quale spicca una grossa X rossa, dall’inglese “cross”, da sempre sinonimo

di fuoristrada.

Scrambler Full Throttle

La “Full Throttle” si ispira al mondo delle flat track e delle corse. Il serbatoio di colore “Deep Black”, sul

quale è posto il logo dedicato su fondo giallo e nero, è uno spiccato richiamo alla velocità così come la

sella, anch’essa di ispirazione flat-track con inserti gialli dedicati, esalta ulteriormente il look sportivo senza

trascurare il comfort del pilota. Con la sua coda corta, lo Scrambler Full Throttle richiama le moto che

corrono sugli ovali statunitensi ed australiani, ed è equipaggiato con uno scarico racing Termignoni

omologato per l’uso stradale. Il manubrio basso a sezione variabile leggero ed ergonomico ed il

parafango anteriore corto sono poi segni distintivi dello Scrambler Full Throttle, destinato a chi vuole una

moto perfetta per l’uso quotidiano, senza però rinunciare ad uno stile racing.

Scrambler Classic

La “Classic” è destinata a chi ama i dettagli e lo stile degli anni ’70, ma non vuole rinunciare al piacere di

guida e alla funzionalità di una moto contemporanea. Rappresenta ancora di più l’essenza del

motociclismo, propria dello Scrambler, rafforzata da particolari unici come i parafanghi in lamiera, il porta

targa tradizionale ed i

cerchi a raggi, nelle stesse misure di quelle in lega, ovvero 3,00’’ x 18’’ all’anteriore e

5,50’’ x 17’’ al posteriore. Il logo dello Scrambler Classic è quello che più si avvicina allo stile del celebre

modello gli anni ’70 e si sposa perfettamente al colore “Orange Sunshine” del serbatoio, sul quale, come per

lo Scrambler originale, è presente anche una banda nera centrale. La sella di colore marrone con design a

rombi è un altro segno distintivo del sapore più amarcord dello Scrambler Classic.

Un po’ di storia

Lo Scrambler nacque su richiesta dei fratelli Berliner, importatori Ducati per gli Stati Uniti negli anni ’60,

che volevano un modello che si adattasse ai gusti dei motociclisti americani. Fu Giorgio Monetti,

famoso per il giro del mondo insieme a Leopoldo Tartarini e all’epoca Direttore Commerciale di Ducati a

prendere i primi contatti. Sarebbe dovuta essere una moto estremamente funzionale ed a riprova di

questo, a cialis by mail disegnarla, fu Renzo Neri, che pur essendo il Responsabile dell’Ufficio Tecnico dell’epoca, aveva

una mano particolarmente “felice” e dunque disegnò anche il serbatoio, la sella ed i parafanghi. Il primo

Scrambler entrò in produzione nel 1962 e subì continue modifiche fino al 1968, quando uscirono i veri

Scrambler con i motori a “carter largo”, prima nella versione 250 e 350 e poi, nel 1969, nella 450.

La prima serie Scrambler comprese alcune moto con testate desmodromiche e fu oggetto di continui

ritocchi tecnici fino all’ultimo, quando uscì di produzione nel 1975. Le ragioni del successo commerciale

dello Scrambler sono molteplici. Innanzitutto incarnava lo spirito anticonformista e ribelle di quegli anni,

poi aveva un telaio eccezionale (fu usato persino per le corse in pista, cosa probabilmente mai successa

prima nella storia del motociclismo). Poi era equipaggiato con un motore tagliato su misura per la sua

funzione. Le prestazioni globali e la posizione di guida perfettamente centrata ne fecero una delle moto più

godibili del periodo. Inoltre, era estremamente elegante, con le sue linee arrotondate, classiche e

moderne insieme, ed i colori vivaci a far contrasto con la ciclistica nera e il serbatoio cromato.

Il primo modello di Scrambler è universalmente considerato come il punto di incontro tra le scuole di

motociclismo americana ed europea. È una moto che ha caratterizzato un’epoca, tanto da diventare una

delle pietre miliari di Ducati, come lo sono il 916 oppure il Monster

 

SCRAMBLER DUCATI

Motore

Tipo Bicilindrico a L, distribuzione Desmodromica 2 valvole per cilindro, raffreddamento ad aria

Cilindrata 803 cm³

Alesaggio x Corsa 88 x 66 mm

Rapporto di compressione 11:1

Potenza 75 CV (55 kW) 8250 giri/min

Coppia 6,9 kgm (68 Nm) @ 5750 giri/min

Alimentazione Iniezione elettronica, corpo farfallato diametro 50 mm

Scarico Impianto di scarico con monosilenziatore in acciaio inossidabile, cover del terminale in alluminio;

catalizzatore e doppia sonda lambda

Omologazioni Euro 3

Trasmissione

Cambio 6 marce

Rapporti 1=32/13 2=30/18 3=28/21 4=26/23 5=22/22 6=24/26

Trasmissione primaria Ingranaggi a denti dritti, Rapporto 1,85:1

Trasmissione secondaria Catena, Pignone 15, Corona 46

Frizione APTC multidisco a bagno d’olio con comando meccanico

Veicolo

Telaio Traliccio in tubi di acciaio

Interasse 1445 mm

Inclinazione cannotto 24°

Avancorsa 112 mm

Angolo di sterzo 35 °

Sospensione anteriore Forcella Kayaba a steli rovesciati da 41 mm

Escursione ruota anteriore 150 mm

Ruota anteriore Lega leggera a 10 razze 3,00″ x 18″

Pneumatico anteriore 110/80 R18 Pirelli MT 60 RS

Sospensione posteriore Monoammortizzatore Kayaba regolabile nel precarico molla

Escursione ruota posteriore 150 mm

Ruota posteriore Lega leggera a 10 razze 5,50″ x 17″

Pneumatico posteriore 180/55 R17 Pirelli MT 60 RS

Freno anteriore 1 disco da 330 mm, pinza radiale a 4 pistoncini con ABS di serie

Freno posteriore Disco da 245 mm, pinza flottante a 1 pistone con ABS di serie

Capacità serbatoio benzina 13,5 l

Peso a secco 170 kg

*In ordine di marcia 186 kg

Altezza sella 790 mm – sella bassa 770 mm disponibile come accessorio

Altezza max 1.150 mm (serbatoio olio freni)

Larghezza max 845 mm (specchi)

Lunghezza max 2.100 – 2.165 mm

Strumentazione LCD

Elettronica Ducati ABS a due canali

Garanzia 2 anni chilometraggio illimitato

Versioni Biposto

Equipaggiamento comune a

tutte le versioni

Serbatoio in acciaio con guance intercambiabili in alluminio, faro anteriore con lente in vetro,

guidaluce a LED e cornice intercambiabile in alluminio, faro posteriore con tecnologia LED a

diffusione, strumentazione LCD con cornice intercambiabile in alluminio, carter copri cinghie in

alluminio lavorato a macchina, ruote da 18’’ all’anteriore e da 17’’ al posteriore, vano sottosella con

presa USB

Incluso nella versone Urban

Enduro

Cerchi a raggi in alluminio, paracoppa motore in alluminio, parafango anteriore alto, griglia protezione

faro anteriore, traversino manubrio, parasteli, sella con design specifico, logo dedicato

Incluso nella versone Full

Throttle

Terminale di scarico Termignoni omologato basso, manubrio basso a sezione variabile in alluminio,

sella dedicata di ispirazione flat-track, coda sportiva con supporto indicatori di direzione dedicato,

parafango anteriore sportivo, guance serbatoio nere, logo dedicato

Incluso nella versone Classic Cerchi a raggi in alluminio, parafango anteriore e posteriore in alluminio, sella con design dedicato,

serbatoio con banda nera centrale, logo dedicato, porta targa alto

*In ordine di marcia In ordine di marcia con 90% serb. pieno (norma 93/93/CE)

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