MotoGP; Dani Pedrosa un “piccolo” gigante l’evoluzione della MotoGP gli ha giocato contro

MotoGP; Dani Pedrosa un "piccolo" gigante l'evoluzione della MotoGP gli ha giocato contro

Pedrosaè un gigante, agonisticamente anche più che un gigante. Me ne convinco sempre più.

Da quando è stata cialis generic online introdotta la riduzione della cilindrata ad 800 cc nel 2007, la categoria Moto Gp ha iniziato una nuova e rapida metamorfosi tecnologica che in pochi anni ha portato i piloti a cambiare il proprio stile di guida.

Arrivati ai giorni nostri, mi pare di aver capito che avere “leve lughe” aiuti non poco nella guida di queste belve da 260 cv ed oltre.

La guida, stando a quel che dicono i piloti, oggi è molto più fisica, richiede uno sforzo maggiore rispetto a pochi anni fa. Non solo grazie all’aumento delle potenze, ma soprattutto per via delle caratteristiche degli pneumatici Bridgestone.

Questi ultimi richiedono una guida del tutto particolare che porta i piloti a proiettarsi viagracanadianpharmacy-norx.com molto al di fuori della sagoma della moto quado si affronta una curva.

Mi è capitato di vedere un paio di servizi dove Mauro Sanchini, intervistando Marquez e Rossi, faceva notare quanto i piloti fossero appesi al manubrio della moto in percorrenza di curva.

Una postura http://canadiandrugs-medsnorx.com/ necessaria per sfruttare al meglio le moto gp moderne, una postura che in un certo senso penalizza chi, come Pedrosa, ha gambe, ma soprattutto braccia corte che non gli permettono una proiezione del corpo verso l’interno della curva, o quanto meno consentono al piccolo Dani spostamenti del proprio corpo limitati rispetto ad altri piloti con arti più lunghi dei suoi.

Proviamo a pensare al pilota come ad una zavorra mobile alla quale è possibile cambiare posizione sulla moto curva dopo curva, in ogni parte del circuito.

Spostare il peso della zavorra significa far muovere il baricentro della moto a proprio piacimento in ogni settore della pista ottimizzando l’assetto specifico in ogni curva.

Ebbene, cialis 20mg canadian pharmacy nel caso di Pedrosa gli spostamenti sono ovviamente limitati rispetto a piloti di statura superiore. Oltretutto Pedrosa è anche più leggero dei suoi avversari pertanto è come se avesse meno zavorra disponibile da spostare e su geometrie assai più contenute.

Nelle categorie inferiori questo poteva essere un vantaggio laddove la potenza del motore era nettamente inferiore, e dunque il calo delle performance direttamente proporzionale al peso della zavorra umana. Nelle gp di oggi, con mille mola cavalli a disposizione, il concetto potrebbe essersi ribaltato.

E’ ormai da qualche anno che in moto gp le corporature dei piloti sono sempre più “pompate”, i piloti sono sempre più allenati ed hanno fasce muscolari sempre più pronunciate.

Pedrosa ha le fasce muscolari del collo che nulla hanno ad invidiare a quelle di Mike Tyson.

Dovizioso qualche anno fa era nettamente più esile così come Marq Marquez.

Diversi Piloti provenienti dalle categorie inferiori, o dalla sbk, son dovuti addirittura ricorrere al bisturi per rizatriptan canadian pharmacy risolvere problemi di sindrome compartimentale alle braccia sottoposte a sforzi notevoli. Lo stesso Pedrosa si è presentato al Mugello con le braccia ricucito dopo l’intervento chirurgico al quale si era sottoposto pochi giorni prima.

Fino al 2006 c’erano piloti come Capirossi, Elias, Melandri che oltre a vincere delle gare si giocavano addirittura il titolo mondiale fino all’ultimo gp.

Da allora hanno via via abbandonato tutti la categoria moto gp, le loro cialis generic online prestazioni costantemente in calo. Tutti i piloti di bassa statura.

Unico superstite degli under size è proprio Dani Pedrosa.

Alla luce di quanto sopra, e dal basso della mia esperienza, penso di non esagerare se vado a definire Daniel Pedrose come un vero e proprio GIGANTE.

I suoi risultati fanno pensare spesso a lui come all’eterna promessa mai mantenuta, fanno pensare a lui come ad un pilota spesso sopravvalutato.

Al contrario io credo che Daniel stia facendo anche di più di quel che potrebbe un qualsiasi fenomeno ridotto alle caratteristiche fisiche di Daniel.

Spero tenga botta fino al 2016 quando al mondiale torneranno gli pneumatici Michelin. Una nuova gomma con caratteristiche differenti dalle attuali penso sia l’unica possibilità per Dani di tornare a competere per la posta più alta. Io credo meriti molto più di quanto ha raccolto sino ad ora. La Michelin come ultima ancora di salvezza.

Forza Dani!!

Gabriele Paterlini

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